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Perché piove?

1 febbraio 2008

Dopo un lieve ritardo dovuto al periodo fittamente intervallato di esami è giunta l’ora di rispondere alla nostra prima domanda: perché piove?

Il fenomeno avviene all’interno del più complesso ciclo dell’acqua, di essenziale importanza per la sopravvivenza della vita sul nostro pianeta.

Causa prima di tutto è, come quasi sempre accade qui da noi, il sole. La sua energia viaggia nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche, cioè oscillazioni del campo elettromagnetico. Queste onde elettromagnetiche sono le stesse che ci permettono di trasmettere i segnali radio e televisivi, parlare con il telefono cellulare, cuocere i cibi nel forno a microonde ma soprattutto vedere il mondo e i suoi colori con i nostri occhi e anche ricevere o emettere calore. Tutto dipende dalla lunghezza d’onda della vibrazione in questione.

Armati di queste considerazioni possiamo tornare al nostro argomento principale. Abbiamo visto che le onde elettromagnetiche possono trasmettere il calore, questo accade perché quando le particelle che compongono la materia – l’acqua nel nostro caso – assorbono l’energia trasportata dall’onda aumentano la loro velocità media e di conseguenza la loro temperatura (la spiegazione microscopica della temperatura è proprio l’agitazione termica degli atomi e delle molecole).

Quando una molecola d’acqua ha abbastanza energia di movimento – o più correttamente energia cinetica – per rompere completamente i legami con le altre molecole si stacca dalla massa di liquido (il mare, un lago ma anche la rugiada sulle foglie la mattina) sotto forma di vapore acqueo. Le correnti ascensionali calde trasportano questo vapore in alto nel cielo dove condensa rapidamente, di solito attorno a particelle di polvere, formando goccioline d’acqua e piccoli cristalli di ghiaccio, le nuvole. Gocce e cristalli sono spinti su e giù dai venti, si scontrano e accrescono le loro dimensioni; dalle nostre parti a crescere sono i cristalli, più a sud le gocce. Il finale è il medesimo: quando diventano troppo pesanti perché le correnti riescano a sostenerli precipitano a terra sotto forma di pioggia, neve o grandine.

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3 commenti

  1. A si certo ora e tutto chiaro a si e.


  2. Ciao la tua risposta è chiarissima, solo che in parallelo ci sarebbe un altro discorso da fare. Riguarda temperatura di rugiada, tensioni di vapore dell’acqua, equilibrio liquido-vapore, umidità dell’aria ecc.. Diciamo che non si può ridurre il tutto al fenomeno di accrescimento delle gocce (cristalli) e alla loro conseguente precipitazione. Se vi interessa posso scrivere la descrizione dettagliata fatemi spaere.


  3. si interessa…



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